“Attivamente” prende vita!

Questa nuova rubrica ha lo scopo di raccontare il progetto di Community Music “Attivamente”, ideato e realizzato dai ragazzi del secondo anno del BTEC Higher National Diploma in Music. Attraverso la descrizione dei laboratori musicali tenuti dagli studenti vi parleremo di vite che hanno acquisito gravi disabilità dovute a malattie o incidenti, tali da condizionare interamente un’esistenza senza però intaccarne la voglia vivere, di esprimersi ed affermarsi come persone che di diverso dagli altri hanno solo la sfortuna.

Il progetto viene realizzato al S.A.O. (Servizio Assistenziale Occupazionale) presso la casa madre dell’Opera Don Calabria ed è strutturato in una serie di laboratori che si tengono ogni lunedì mattina, dalle 10.30 alle 12.00, e che terminerà a metà marzo. Dal punto di vista pratico gli studenti tengono dei workshop musicali in cui gli ospiti del S.A.O. sono i protagonisti.

Tutti insieme suoniamo delle percussioni acquistate per loro tramite una raccolta fondi fatta a scuola, ma non è tutto: ad ogni incontro facciamo delle attività di canto e, nei limiti delle possibilità, di danza. Lo scopo di questi laboratori – come di tutta la Community Music del resto – non è il risultato, il prodotto: quello che conta è il processo, perché porta benefici psico-fisici alle persone coinvolte, in primis ai disabili.

Nessun fine artistico e nessuna logica di profitto, si tratta solo di partecipare attivamente (come vedete il nome del progetto non è stato scelto a caso) a quei laboratori, per fare musica, stare insieme e sorridere alla vita. Sì perché “loro”, i disabili, sorridono eccome, anche se non è facile trovarsi immobilizzati su una sedia a rotelle o avere delle capacità cognitive simili a quelle di  un bambino a causa di una malattia. Di questo se ne stanno accorgendo gli studenti che lunedì 12 gennaio hanno incontrato per la prima volta operatori, volontari e ospiti del S.A.O., in un incontro informale che aveva lo scopo di farli conoscere a vicenda. Per chi non si è mai trovato in un luogo di quel tipo il primo impatto può causare imbarazzo, peraltro normale se si considera che non sono situazioni che si affrontano tutti i giorni. A tal proposito uno dei nostri studenti, Igor Dall’Avanzi,  si è espresso così al termine dell’incontro: “È stata un’esperienza particolare; a momenti di leggero imbarazzo – per la situazione nuova – si sono uniti altri momenti di gioia e risate.” Ecco appunto, le risate. Durante i laboratori ci sono anche questi momenti. Questi e molti altri che vi racconteremo dal prossimo articolo tenendovi informati su tutto ciò che riguarda il progetto e le attività dei workshop.