All You Need Is Love

Continua a meravigliarmi come una band attiva 50 anni fa continui a far sognare i ragazzi. Nelle mie classi non manca mai l’appassionato dei Beatles, o semplicemente quello o quella che ne propone un brano nei repertori che devono preparare.

E’ una meraviglia emozionale, perché…sì, è davvero bello! E in questo articolo Elvira spiega perché ciò succede: perché nei Beatles c’era tanta gioventù, c’era innovazione, c’era sperimentazione. Tanta voglia di stare insieme e di definire la propria identità.

E allora ecco qui, rinnoviamo la meraviglia e torniamo nel mondo della Swinging London e dei favolosi anni Sessanta.
Peace and Love!

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All You Need Is Love
di Elvira Caobelli

In questo articolo voglio raccontarvi la storia dei Beatles, quindi preparatevi ad un’ampia lettura di 4.567.938.847.234 pagine.

…scherzo.
Mi accontenterò di parlarvi del loro impatto culturale e del giorno in cui, grazie alla trasmissione Our World, hanno potuto trasmettere in tutto il mondo il loro manifesto più famoso: All You Need Is Love.

I Beatles nacquero nel 1957, quando John Lennon, Paul McCartney e George Harrison si conobbero. La loro prima importante esperienza musicale fu il tour ad Amburgo, assieme al batterista Pete Best. Nel 1962 il gruppo tornò in Inghilterra e, stavolta assieme al loro nuovo e definitivo batterista Ringo Starr, spopolarono con le hit Love Me Do e Please Please Me.

I Beatles hanno rivoluzionato il modo di fare musica, facendo scelte azzardate e portando innovazioni in qualsiasi ambito musicale, ma non solo. Con la loro musica hanno influenzato un’intera generazione di giovani: il loro potere comunicativo, già nel 1963, era diventato travolgente e superiore a quello di qualsiasi altro artista.

Iniziarono ad avere una responsabilità in senso civico considerevole, alcune persone credevano addirittura avessero poteri sovrannaturali: durante alcuni concerti, dei genitori portavano i figli disabili per chiedere loro di curarli toccandoli, quasi fossero re taumaturghi.

Il motivo per cui i Beatles ricevettero un’onorificenza e ancora oggi vengono ritenuti così importanti per la società riguarda il loro potere sui giovani o, meglio dire, il potere che hanno conferito ai giovani.

Nel corso degli anni Sessanta, infatti, la massa giovanile passò dall’essere anonima e obbediente ai genitori al diventare indipendente e sognatrice di nuove realtà.

Addirittura il mercato mondiale cambiò totalmente. La musica iniziò ad essere vista come un veicolo per diffondere le proprie idee e la propria voglia di libertà, i giovani erano così ghiotti dei dischi spensierati dei Beatles da svaligiarne i negozi e creare così un nuovo mercato, che iniziò a moltiplicare i fatturati ed il potere di persuasione.

Non solo l’industria musicale beneficiò dell’amore dei giovani per i Beatles, ma anche quella della moda: tutti i ragazzi volevano gli stivaletti di pelle, le camicie col collo arrotondato e le giacche abbottonate in alto, per non parlare dei capelli a caschetto!

Tutta questa novità portò ai primi litigi tra figli e genitori, che si opponevano invece alla nuova moda. Iniziò così il primo distacco dalle tradizioni familiari che portò in seguito agli scontri con le forze dell’ordine ai concerti e poi ai moti studenteschi.

La seconda parte degli anni ’60, e in particolare la famosa summer of love del 1967, fu caratterizzata dal celeberrimo movimento dei figli dei fiori e dalla psichedelia.

Il movimento hippie nacque in opposizione alla guerra del Vietnam: i figli dei fiori si opponevano attivamente alla guerra bruciando le lettere di chiamata obbligatoria alle armi, infilando fiori nei cannoni e vestendosi con colori vivaci e floreali. I Beatles facevano parte di questo mondo e ne erano portavoce grazie alla loro musica.

In quel periodo avevano appena deciso di smettere di esibirsi live a causa del ritmo troppo frenetico dei tour, preferendo ritirarsi negli studi di registrazione per far salire di livello la loro musica.

Iniziarono così una serie di sperimentazioni tecnologiche rivoluzionarie. Canzoni costruite con loop, dialoghi, l’utilizzo di strumenti innovativi come il Moog e il Mellotron e delle sonorità indiane a cui loro si sono approcciati con tanto interesse.

Così facendo, diedero vita ad uno dei loro album più importanti, Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band. Basta guardare la copertina per capire quanto il vinile sia intriso di psichedelia e vivacità. Le canzoni al suo interno sono caratterizzate da arrangiamenti orchestrali, sonorità mai sentite prima e dalla voglia di andare fuori dagli schemi, per non parlare della canzone Lucy in the Sky with Diamonds, che fece tanto scalpore, secondo la critica, per il suo elogio all’LSD (anche se a me piace pensare che, come disse Lennon, fosse davvero esistita una bambina di nome Lucy, compagna di classe di suo figlio, disegnata in un cielo stellato da cui prendere ispirazione).

Fu proprio in questo periodo che i Beatles vennero invitati a partecipare alla trasmissione telvisiva Our World dalla BBC, il primo programma trasmesso in mondovisione il 25 giugno 1967. Fu seguito da circa 400 milioni di telespettatori: il pubblico più numeroso nella storia della televisione fino a quel momento.

Pare che All You Need Is Love sia stata scritta da John appositamente per il programma televisivo. I Beatles, infatti, accettarono di essere ripresi dalle telecamere mentre registravano una canzone all’Abbey Road Studio e l’unica indicazione fornita loro dalla BBC fu: la canzone deve contenere un messaggio semplice e conciso, comprensibile da tutto il mondo.

All You Need Is Love era perfetta, corrispondeva alle esigenze televisive ed incarnava esattamente lo spirito di quell’estate piena di Amore e voglia di Pace. Per dare vita alla canzone, John prese in mano un clavicembalo, Paul un contrabbasso e George un violino, tutti strumenti che non sapevano nemmeno suonare, mentre Ringo rimase fedele alla batteria.

Il testo è diretto ed efficace, senza pretese: le strofe hanno un testo del tutto banale e semplice, perché solo il ritornello della canzone era realmente importante.

Per lo show in diretta George Martin, il loro produttore, decise di far suonare i Beatles e l’orchestra di 13 elementi su una base ritmica della canzone preparata in precedenza, per non rischiare errori davanti a cinque continenti.

Per la trasmissione decisero di invitare dei loro amici che avessero un aspetto da “generazione dell’amore”, tra cui Mick Jagger ed Eric Clapton tra i più famosi.

La sezione beatlesiana del programma risultò così come una festa, in cui i musicisti suonarono attorniati da una marea di persone sedute a gambe incrociate che cantavano assieme a loro un inno all’amore. All You Need Is Love… its’ easy!

All You Need Is Love
There’s nothing you can do that can’t be done.
Nothing you can sing that can’t be sung.
Nothing you can say but you can learn how to play the game.
It’s easy.

Nothing you can make that can’t be made.
No one you can save that can’t be saved.
Nothing you can do but you can learn how to be you in time.
It’s easy.

All you need is love.
All you need is love.
All you need is love, love.
Love is all you need.

Nothing you can know that isn’t known.
Nothing you can see that isn’t shown.
Nowhere you can be that isn’t where you’re meant to be.
It’s easy.

All you need is love (All together, now!)
All you need is love (Everybody!)
All you need is love, love. Love is all you need (love is all you need).