Fingerstyle, una tecnica per tutti i gusti

Torna la nostra rubrica di contestualizzazione della musica e stavolta ci occupiamo di uno stile esecutivo tipicamente chitarristi, il fingerstyle.

Un po’ di nozioni tecniche, l’indicazione dei maggiori esponenti e la loro collocazione musicale ci daranno la giusta curiosità per andare ad ascoltare qualcosa nel vasto mondo musicale che fa di questa tecnica la propria caratteristica. Buona lettura!

Lucia Corona Piu

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Fingerstyle, una tecnica per tutti i gusti
di Alessio Malesani

Oggi vi parlerò di uno stile esecutivo tipico degli strumenti a corda, una tecnica sempre in rinnovamento e che, al di là dei gusti personali di ciascuno, dona sempre molta ricchezza ad un brano, tanto da poterlo suonare interamente anche con uno strumento solo. Alla base di questo stile, infatti, sta la consapevolezza che strumenti come la chitarra e il pianoforte siano strumenti completi, in grado di suonare al contempo una linea ritmica di bassi, una linea armonica ed insieme una linea melodica.

In breve il fingerstyle o fingerpicking, che letteralmente vuol dire “pizzicare con le dita”, è lo stile utilizzato per suonare gli strumenti a corda soprattutto acustici (ad esempio banjo, bouzuki e chitarra) che presuppone l’impiego delle dita anziché del plettro. Questo approccio è usatissimo da moltissimi chitarristi: chi lo usa per parti brevi e semplici e chi lo usa per suonare brani interi.

Tra questi ultimi, alcuni dei personaggi contemporanei più prestigiosi sono: Tommy Emmanuel, Pat Metheny, Martin Taylor, Don Ross (che io chiamo sarcasticamente unghia- plettro), Andy McKee e il chitarrista celtico Tony McManus. Questa tecnica viene usata anche in modo particolare con la chitarra elettrica da musicisti pop e rock come John Mayer, Jeff Beck, Mike Oldfield e soprattutto Mark Knopfler, che ha reso propria peculiarità il suonare la chitarra elettrica quasi esclusivamente con le dita, sia in parti ritmiche che soliste.

Nella chitarra la caratteristica peculiare del fingerpicking risiede nell’uso del pollice della mano destra che suona il cosiddetto basso alternato, cioè il marcare ogni movimento della battuta suonando una nota bassa (posizionata in genere sulla 4^, 5^ e 6^ corda) in armonia con le note suonate dalle altre dita (spesso la nota fondamentale dell’accordo suonato all’armonia). Tra i chitarristi, questa tecnica solitamente viene chiamata “Travis picking”, in onore di Merle Travis, chitarrista country-folk degli anni ’60/’70 che ne fece largo impiego. Questa modalità di suonare il fingerpicking è spesso usata nei brani folk molto ‘chitarristici’ cantati o strumentali, ma ormai rappresenta una tecnica di riferimento in quasi tutti i generi musicali.

Questo particolare stile sembra essersi sviluppato tra i musicisti del cosiddetto “Negro Folk”, probabilmente nel tentativo di imitare il suono del piano nei brani di ragtime. Il fatto che tale sound fosse di derivazione nera non ne fermò la diffusione per motivi di barriere razziali, ma anzi molti chitarristi folk bianchi la impararono direttamente dai neri. E’ così che questo stile prese parte al processo di interazione tra musica folk bianca e nera, che fu, ed è tuttora, la forza dominante nel creare gli stili folk americani così come li conosciamo oggi.

Dal punto di vista tecnico, talvolta i musicisti che suonano in fingerstyle fanno uso del thumbpick e dei cosiddetti ‘fingerpicks’, dei veri e propri plettri con degli anelli da inserire sulle dita per pizzicare le corde. Talvolta, soprattutto sulle chitarre elettriche, si usa una tecnica chiamata ‘hybrid picking’, che prevede l’uso insieme del plettro e delle dita sulle corde, una tecnica stilistica che ha visto il suo più ampio utilizzo nella musica Country e nel Rock’N’Roll, soprattutto nelle parti soliste, ed è usata largamente anche da chitarristi come Zakk Wilde e Steve Vai.

Abbiamo capito, quindi, in cosa consiste il fingerstyle, ma… dove è nato?
In realtà questo stile trova le sue origini già alla nascita primordiale degli strumenti a corde (ricordiamo che strumenti come quelli citati all’inizio sono stati costruiti come evoluzioni della lira, dell’arpa e della successiva cetra, che si suonavano proprio arpeggiando le corde per riprodurre insieme armonia e melodia). E’ quindi radicata nella storia della musica popolare, soprattutto nella culla meridionale d’Europa, ma la prima teorizzazione della tecnica ed il primo utilizzo sistematico nascono con l’uso della chitarra nella musica classica.

Col tempo poi questo stile ha ritrovato il senso con il quale era nato nella musica popolare folk, grazie anche all’importanza che aveva preso nella cultura flamenca e nelle culture musicali popolari, esportate anche in America. Lì la cultura afro-americana ne ha preso l’idea per introdurlo nel Blues e successivamente nel Jazz, le culle della musica moderna.

Oggi questo stile viene usato in moltissimi generi diversi e con moltissime sfaccettature diverse: per Tommy Emmanuel e Martin Taylor ad esempio il suo senso musicale si ispira alla musicalità completa di pianisti come Art Tatum e Bill Evans, mentre per Tony McManus il senso vero si ha nell’uso di armonie lunghe dal sound aperto (grazie all’uso di accordi ‘open’) sulle quali costruire melodie con riferimenti alla musica popolare celtica. Per non parlare di Mark Knopfler e di come il suo modo di suonare la chitarra elettrica con le dita abbia rivoluzionato la concezione dello strumento, regalando un sound del tutto particolare. E sono solo alcuni dei chitarristi, citandone solo tra i contemporanei, ma ogni musicista che ne abbia mai fatto uso ci ha messo un po’ del proprio, in fondo è questa la bellezza di questo stile: è in continua evoluzione e si adatta a qualunque genere musicale nel quale si possa utilizzare.

In questo modo è entrato in qualunque genere musicale, e di conseguenza in qualunque tipo di location, dagli stadi ai club, dalle situazioni più intime a quelle con portata più ampia, raggiungendo (seppur in modi diversi per ciascuna chiave di lettura data dai diversi musicisti come scritto sopra) quasi ogni tipo di pubblico.

In senso stretto però il fingerstyle si rivolge ad un pubblico di appassionati soprattutto della chitarra e della musica folk strumentale, e il musicista che più ha promosso questo stile verso un pubblico sempre più ampio è il già citato Tommy Emmanuel, che da un paio d’anni si esibisce anche online in video in cui suona insieme al chitarrista jazz Martin Taylor, anch’egli già citato. Per l’aspetto che comprende la musica popolare, invece, stanno avendo molta influenza i chitarristi Andy McKee e Don Ross, che hanno prodotto un album insieme nel 2008 chiamato ”The Thing That Came from Somewhere”.