Perché Ableton Live dovrebbe essere la tua prossima DAW?

Scegliere quale software di produzione musicale (in inglese, Digital Audio Workstation) imparare a utilizzare può far venire il mal di testa: esistono almeno una decina di programmi sul mercato e, se fino a qualche anno fa c’erano delle reali differenze tra uno e l’altro, oggi sembrano essersi tutti uniformati.

Ableton Live rimane ancora, per alcuni aspetti fondamentali, un software unico rispetto alle altre DAW. Negli ultimi anni gli sviluppatori hanno mantenuto una forte impronta innovativa rendendo questo programma la scelta ideale per musicisti, dj, appassionati che vogliono avvicinarsi alla produzione musicale o per chi desidera avventurarsi in complesse sperimentazioni grazie ai numerosi strumenti presenti nel software.

In questo post parlerò di alcune caratteristiche che, secondo me, sottolineano l’unicità di Ableton rispetto a tutte le altre DAW e i motivi per cui dovrebbe essere il prossimo software che dovreste imparare a utilizzare.

Editing non lineare

Ableton Live Clip View

Di solito i software presentano una timeline lineare che scorre da sinistra verso destra. La clip view di Ableton – ovvero la schermata principale del software – si presenta come una griglia suddivisa in righe e colonne: ciascuna idea musicale può essere registrata in clip separati che, poi, possono essere riarrangiati a piacere.

Grazie al potente motore di warping e quantizzazione le tracce audio e MIDI sono sempre sincronizzate con il BPM del brano.

Ableton Push

Ableton Push

Una delle caratteristiche peculiari del software è sempre stata la possibilità di mappare con facilità controller MIDI ai parametri del programma. A partire da marzo 2013, Ableton ha commercializzato il proprio controller: Ableton Push.

Grazie alla perfetta integrazione tra hardware e software è possibile creare un brano dall’inizio alla fine senza mettere mano al mouse e alla tastiera del computer.

Chi si occupa di produzione sa quanto sia poco “musicale” disegnare rettangoli su una griglia utilizzando il mouse. Ableton Push non è semplicemente un controller ma, al contrario, è un vero e proprio strumento musicale, che vi può aiutare a portare sul software le vostre idee senza uccidere la creatività.

Max 4 Live

Ableton Max 4 Live

Chi acquista la versione Suite del software troverà al suo interno Max 4 Live: l’integrazione tra Ableton Live e Max/MSP. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, Max/MSP è un linguaggio di programmazione visuale sviluppato da Cycling 74 che permette di programmare e creare i propri strumenti.

Se state storcendo il naso alla parola “programmazione” non preoccupatevi, non è necessario imparare a utilizzare Max perché esistono numerose librerie di strumenti già pronti che si possono installare sul vostro computer e che funzionano senza scrivere una riga di codice.

Se, ad esempio, state cercando un synth modulare, OSCiLLOT è sicuramente un buon punto di partenza.

Ableton Link

Ableton Link è la novità introdotta nell’ultimo aggiornamento, la versione 9.6 del software. Questa funzione introduce la possibilità di integrare nel proprio setup anche le applicazioni che abbiamo sul nostro iPad o iPhone: grazie a Link le nostre app saranno sempre sincronizzate al nostro progetto.

Ad oggi, Ableton è l’unica applicazione ad offrire un’integrazione così forte tra desktopmobile. Alcuni sviluppatori hanno già inserito questa funzione nelle loro app ma sono convinto che il meglio debba ancora venire (ed è solo questione di tempo). Potete trovare l’elenco completo delle applicazioni compatibili con link a questo indirizzo.

Se sono riuscito a stimolare la vostra curiosità, il prossimo corso di Produzione di Musica Elettronica con Ableton Live si terrà l’ultimo weekend di febbraio. In alternativa, potete iscrivervi alla newsletter per rimanere aggiornati sulle prossime sessioni.