La voce del ghetto

Los Angeles, 1988. L’avvento del crack in città (avvenuto agli inizi degli anni ’80) ha stravolto la vita dei suoi cittadini: la droga, grazie al costo abbordabile, circola in tutta la megalopoli americana, concentrandosi principalmente nei quartieri posti più in periferia, dove l’alto tasso di disoccupazione e l’elevata criminalità hanno fatto sì che si diffondesse a macchia d’olio il traffico di stupefacenti.
Una delle zone più calde era il quartiere di Compton, legato a partire dagli anni ’40 alla comunità afroamericana, in quanto era confinante con il distretto Watts, considerata una sorta di “capitale nera” di Los Angeles. Nel quartiere, soprattutto dopo i Fatti di Watts (rivolta a sfondo razziale) avvenuti nell’agosto del 1965, la tensione era alle stelle: criminalità, spaccio, prostituzione e molte altre attività illegali erano all’ordine del giorno, motivo per cui la polizia pattugliava giorno e notte ogni vicolo del quartiere.
A partire dalla morte di Martin Luther King (1968), i soprusi a sfondo razziale da parte dei bianchi sulla comunità afroamericana aumentavano esponenzialmente: la comunità dei neri d’America combatteva senza sosta per queste ingiustizie subite, senza ottenere risultati.
Nell’agosto del 1988, però, qualcosa cambia: proprio da Compton, un gruppo di giovani ribelli afroamericani, tutti accomunati da una fortissima vena artistica e con voglia di gridare al mondo intero tutte le ingiustizie di cui era stata vittima la comunità nera e di continuare a combattere, fa il suo ingresso nel mondo dell’industria musicale in maniera prepotente.

Si chiamano N.W.A., Niggaz Wit Attitudes. Il loro primo album, Straight Outta Compton, è considerato il primo vero lavoro di gangsta rap, un sotto-genere del rap – che deriva direttamente dal mondo dell’hip hop – dalle tematiche molto forti (misoginia, droga, prostituzione e chi più ne ha più ne metta), con un linguaggio crudo e pieno di rabbia. L’album ha riscosso fin da subito un successo incredibile: non solo la comunità afroamericana, ma anche il resto dei giovani americani ha acclamato quest’opera, considerata una delle più importanti della storia dell’hip hop e manifesto del genere gangsta rap.

Il gruppo era formato dai tecnici Dr. Dre e Dj Yella (produzione e djing), e dai rapper Eazy-E, Ice Cube e MC Ren. Dal 1986 al 1988, prima della loro definitiva consacrazione, ne ha fatto parte anche Arabian Prince in qualità di produttore, decidendo poi di lasciare il gruppo per dissidi e per intraprendere una sua carriera da solista.
Le critiche mosse dal gruppo alle forze dell’ordine americane erano terrificanti, così come la rappresentazione della vita nel ghetto di Compton: essere afroamericani all’epoca non permetteva una vita tranquilla, tra delinquenza e angheria poliziesca, e le rime taglienti scritte da Ice Cube, i beat senza tempo di DJ Yella e Dr. Dre, con campionamenti da alcuni dei più importanti artisti afroamericani della storia, come Marvin Gaye e James Brown, e la voce di Eazy-E hanno scosso l’intera comunità.

L’esaltazione della vita da gangster raccontata nei testi, scritti per la maggior parte da Ice Cube, non è altro che l’esagerazione di uno stile di vita che gli stessi componenti del gruppo vivevano quotidianamente.
La critica qui si divide: se da una parte questo loro modo di essere li porta ad essere ancora più odiati dalle forze dell’ordine, dall’altra accresce la loro fama tra i giovani. Visti all’epoca come una sorta di influencers, tutto ciò che hanno raccontato in questo album è la cruda verità, fatta sia di lusso e di amore sfrenato dell’illecito sia di soprusi da ricondursi all’America bianca e a coloro che lavoravano nella pubblica sicurezza.
Il brano più rappresentativo dell’intero album è Fuck Da Police.

Come si può benissimo intuire dal titolo, il soggetto preso di mira è il corpo di polizia della città di Los Angeles e, vista in maniera più ampia, le forze dell’ordine degli USA. Una denuncia senza esclusione di colpi, in cui tutta la rabbia per le ingiustizie viene a galla con rime e parole dure e brutali, enfatizzando il tutto con una timbrica vocale ed espressiva molto aggressiva e violenta, utilizzando spesso anche spezzoni in cui veniva utilizzata l’ironia come contrapposizione alla violenza.

Fuck Da Police è stato fin da subito battezzato in maniera negativa dai diretti interessati: gli agenti di polizia monitoravano giorno e notte Eazy-E e compagnia. Un caso curioso riguardante questo brano è accaduto a Detroit nel 1989: il brano parte, passano pochissimi istanti e i cops aggrediscono i componenti del gruppo, ammanettandoli e incarcerandoli. Usciti poco dopo, si ritrovano con una diffida ufficiale da parte dell’FBI, incrinando ancora di più i non amorevoli rapporti tra gruppo e forze dell’ordine ed esaltando la loro immagine come uno dei gruppi più violenti d’America, esasperando l’opinione pubblica dei propri fan.

Basta semplicemente prendere i primi versi del brano per capire quali tematiche vengono affrontate dai ragazzi di Compton:

Fuck the police! Comin’ straight from the underground
A young nigga got it bad ‘cause I’m brown
And not the other color, so police think
They have the authority to kill a minority

La traduzione, se si segue il significato profondo del testo, è la seguente:

Fanculo alla polizia! Io vengo direttamente dalla periferia
Un giovane negro perde sempre perché è nero
E non di un altro colore, così la polizia pensa
Di avere l’autorità di uccidere una minoranza

Altro importante brano è Straight Outta Compton, che dà il titolo all’intero album.

Il brano, in cui sono presenti riferimenti molto espliciti alla vita criminale inneggiata dal gruppo, è un messaggio di rivincita sociale: il fatto che Ice Cube, Eazy E, MC Ren e Dr. Dre descrivano così a fondo la vita malavitosa presente all’interno del quartiere e la comparino con il potere e la fama che hanno ottenuto è da vedersi come una sorta di incoraggiamento verso quei giovani afroamericani presenti a Compton a non arrendersi e a combattere per ottenere un futuro migliore, anche scontrandosi con le forze dell’ordine.
Le strumentali, create da Dr. Dre e DJ Yella per lo più utilizzando la tecnica del campionamento, il fondamento del mondo hip hop, contenevano samples di brani di artisti prevalentemente afroamericani: la forza del gruppo stava anche in questo, nel richiamare l’attenzione degli ascoltatori anche sui piccoli frammenti campionati di grandissimi artisti di colore, sottolineando ancora di più il senso di appartenenza ad una comunità che, unita contro le ingiustizie subite, poteva ottenere gli stessi diritti concessi ai bianchi.
I testi dei brani presenti nell’album sono spesso stati fraintesi dalla maggior parte della critica: se da una parte le parole utilizzate erano molto forti e in un primo momento possono dar l’impressione di celebrare ed osannare la vita del gangster malavitoso, dall’altra il messaggio che i Niggaz Wit Attitudes, Neri Belli Tosti, volevano lasciare ai propri fan era quella di svegliare la popolazione afroamericana vittima delle violenze delle istituzioni e delle forze dell’ordine, portandola alla ribellione per poter ottenere gli stessi diritti e gli stessi trattamenti che venivano concessi al resto della popolazione bianca degli USA.
Quanto raccontato nelle rime dell’album è solamente un anticipo di quanto succederà in seguito tra bianchi e neri, come ad esempio la rivolta di Los Angeles del 1992: negli anni, il fenomeno del gangsta rap sarà lo sfogo pubblico del popolo afroamericano, rendendo di fatto gli N.W.A. dei personaggi mitologici ed icona dell’America degli anni ’90.

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