Quando una tecnica di produzione diventa stile esecutivo

Quando per la prima volta, durante una discussione musicale in famiglia, ho utilizzato la parola Sidechain, i miei genitori mi hanno guardato quasi come se avessi appena detto una frase in cinese mandarino. Per spiegarlo in maniera molto semplice, ho paragonato questo utilizzo particolare del compressore al pressing difensivo nel calcio: la Threshold è quanto alta o bassa la squadra difende (quindi quanto decidere di schiacciare il gioco altrui), la Ratio è il numero di uomini che marcano un singolo giocatore, l’Attacco è l’immediatezza dell’intervento difensivo e il Rilascio è la durata del pressing. Ecco, spiegato come funziona il compressore, ho descritto il Sidechain come l’abilità della squadra in difesa a contenere l’attacco avversario pur concedendo il pallino del gioco.

Tralasciando questa spiegazione molto semplice e banale, vorrei analizzare ora come si è sviluppata questa tecnica e quanto sia importante nel mondo della musica oggi: ritengo il Sidechain la tecnica esecutiva non-umana per eccellenza.

Prima di approfondire la tematica storica, però, c’è bisogno di definire il Sidechain, in modo da avere un’idea chiara di che cosa si sta parlando.

In breve, il Sidechain (per essere più precisi, compressione Sidechain – dall’inglese Sidechain compression) è una tecnica di manipolazione della dinamica di un suono tramite l’utilizzo di una sorgente esterna. Detta molto volgarmente, il volume di un determinato segnale (X) viene modificato – abbassandosi – ogni qualvolta che un altro segnale (Y) viene emesso. Tutto questo viene gestito da un compressore, che presenta gli stessi parametri visti in precedenza.

Chi ha inventato questa tecnica? E soprattutto, qual è l’importanza e lo sviluppo che ha avuto nel mercato discografico?

Douglas Shearer

Il padre del Sidechain è stato il canadese Douglas Shearer. Shearer è stato senz’ombra di dubbio uno dei più importanti tecnici sonori nel mondo della cinematografia. Ha lavorato a lungo come capo del dipartimento sonoro presso la Metro Goldwyn Mayer (dagli anni ’30 al 1968), una delle case di produzione più importanti del cinema, e nella sua carriera ha vinto innumerevoli premi, tra cui 5 premi Oscar al miglior sonoro.

Negli anni ’30 Shearer, durante il missaggio dei dialoghi negli studio della MGM, gli anni in cui iniziò la diffusione del cinema sonoro, si trova di fronte ad un problema da risolvere: le sibilanti erano troppo accentuate, cosa che infastidiva particolarmente il tecnico, sempre alla ricerca della perfezione sonora. Per far fronte a questa situazione, decise di utilizzare un compressore a cui era stato assegnato in side, un segnale esterno, un equalizzatore. In questa maniera, i dialoghi sarebbero stati equalizzati solamente quando le sibilanti venivano pronunciate, ottenendo un audio pulito e morbido.

La tecnica inventata da Shearer oggi viene utilizzata negli hardware e software denominati de-esser, ovvero compressori di sibilanti, ma l’utilizzo di un segnale esterno per processarne un altro, cioè la tecnica del Sidechain, ha origine proprio da questo.

Nel tempo, soprattutto dopo l’introduzione di questa tecnica nei mixer SSL a partire dagli anni ’80, il Sidechain ha iniziato a prendere piede ovunque nella scena musicale: si diffuse nelle radio, dove questo effetto ducking permise agli speaker e ai dj di poter parlare sopra ai brani senza bisogno di dover abbassare manualmente il volume e soprattutto si diffuse nelle produzioni musicali di ogni genere.

Molti collegano il Sidechain al mondo dell’elettronica, ma in realtà la diffusione più ampia si ebbe prima nel mondo del rock e del funk, grazie al brano Tomorrow Never Knows dei Beatles, dove l’ingegnere del suono Geoff Emerick mise in Sidechain – tramite compressore – il segnale dei piatti con la cassa e il rullante, ottenendo un suono molto schiacciato, con la cassa e il rullante ben presenti.

Sempre nel mondo del rock, a partire dagli anni ’80 il Sidechain è utilizzato moltissimo per il giusto bilanciamento della cassa e del basso sia in studio, missaggio, sia durante i live. Dal vivo, il basso viene abbassato di volume ogni qualvolta che la cassa viene suonata, permettendo di ottenere un suono corposo e potente senza sovrabbondanza di frequenze basse.

Nel mondo dell’elettronica, questo fenomeno esplose con l’avvento sulla scena dei Daft Punk: il monopolio delle basse frequenze è della cassa, il basso viene molto schiacciato quando la cassa entra in scena, permettendo di avere maggiore potenza nel suono e un impatto devastante sulla folla.

Proprio per quest’ultimo motivo l’effetto oggi è molto utilizzato nelle produzioni di brani pop e di elettronica. Ciò che si ricerca è la potenza della cassa per ottenere un maggior impatto possibile, e il basso con Sidechain ha il compito di smuovere gli arti e gli animi del pubblico grazie a questo suo andamento saltellante.

Confrontando la compressione classica con la compressione Sidechain, si possono trovare diversi punti a favore di quest’ultima:
• pulizia sonora nelle frequenze basse. Un solo strumento ha il dominio, essendo questa una zona molto delicata;
• maggiore impatto. Tipicamente utilizzata sul basso, in questo modo la cassa ottiene maggiore forza;
• movimento. Il basso in Sidechain ottiene ritmica a livello di dinamica, andandosi ad aggiungere alla ritmica d’esecuzione dello strumento;
• maggior connessione con il pubblico

Vorrei spendere due parole su quest’ultimo punto. Una traccia in cui sono presenti strumenti con compressione Sidechain crea nel pubblico una maggior connessione con il brano. Questa tecnica permette di dare più respiro a quegli strumenti su cui è applicato, grazie alla dinamica spezzata, e al pubblico di muoversi con gli strumenti compressi, in quanto questo respiro viene percepito dal nostro corpo e permette una maggior sintonia tra musica e movimenti.

Dato il suo legame con il pop e l’elettronica, questa tecnica si può udire nelle venue dove questi generi musicali vengono suonati: show televisivi, concerti, discoteche, festival, … e si può notare quanto questa tecnica abbia un effetto decisamente piacevole e positivo: nelle venue si evita il rimbombo delle basse frequenze (essendo controllate), migliorando sensibilmente la qualità dell’ascolto

Per concludere, vorrei spiegare brevemente a livello tecnico come funziona una compressione Sidechain in maniera più approfondita.

Esempio classico: abbiamo una cassa ed un basso e vogliamo che la cassa abbia il dominio, per cui il Sidechain verrà fatto sul basso. Dopo aver inserito un compressore sul basso, occorre inserire come trigger una sorgente esterna, audio o MIDI, che in questo caso sarà la nostra cassa. Così facendo, abbiamo settato a livello tecnico la compressione Sidechain della cassa sul basso.

Ora bisogna regolare quanta compressione verrà applicata sul nostro basso utilizzando i parametri presenti sul compressore, ovvero:
Threshold, soglia: valore che indica a quale volume (dB) il nostro compressore deve iniziare ad agire;
Ratio, rapporto: valore che indica di quanto il segnale verrà ridotto dalla sorgente esterna;
Attack, attacco: valore che indica quanti millisecondi impiega il compressore per agire;
Release, rilascio: valore che indica quanti millisecondi impiega il compressore per smettere di agire.

Più alti saranno i valori di Threshold e Ratio ed evidente sarà l’effetto Sidechain che verrà applicato sulla nostra sorgente in funzione della sorgente esterna.
Il Sidechain, nel mondo musicale d’oggi, è uno strumento fondamentale, poiché permette di ottenere una qualità sonora migliore, potendo contare su delle basse frequenze più pulite e potenti, e permette di respirare e muoverci insieme al brano: un brano senza Sidechain è un brano più statico e di qualità inferiore, e questo si traduce in minor apprezzamento del pubblico.

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