Aloud, nei panni di CSM College, è stato presente alle occasioni celebrative del Piano Nazionale Scuola Digitale fin dal primo anno, nel novembre 2016, quando il Ministero dell’Istruzione ci ha invitato a tenere dei workshop e a dimostrare il nostro progetto La Classe Creativa all’evento tenutosi alla Reggia di Caserta. Dopo due partecipazioni a eventi speciali nella sede romana del MIUR e l’anno scorso alla manifestazione nazionale a Bologna, siamo stati pronti ad accettare anche nel 2019 l’invito ad esserci ancora. Eccoci, dunque, a Genova per Futura Italia, la tre giorni che dal 4 al 6 aprile 2019 ha dato il via al tour della Scuola Digitale di quest’anno.

Diversamente dal 2018, quando ci è stato chiesto di tenere workshop per i docenti, lo scorso weekend siamo stati impegnati in 9 laboratori per i ragazzi, durante i quali, in un’ora al massimo, ma spesso anche meno, gruppi di circa 15 bambini e adolescenti hanno potuto suonare un brano musicale, pur senza saper suonare alcuno strumento. Un’esperienza per noi sicuramente più costruttiva, innanzitutto grazie al fatto che non ci sono state defezioni (cosa che invece con gli insegnanti, purtroppo, era la regola), ma più che altro perché i ragazzi sanno spesso trovare il significato profondo di ciò che viene loro proposto.

Hanno capito che l’obiettivo non era suonare la strofa di una canzone semplice, bensì quello di lavorare insieme per ottenere un risultato. Questo insegna la musica: che ognuno ha un ruolo e che ogni ruolo è importante. E, così facendo, i laboratori hanno sempre prodotto un risultato concreto: l’esecuzione di una sezione di brano, spesso cantando anche un testo rielaborato in tempo reale, sottolineando sempre che ogni parte del brano conta e contribuisce alla riuscita dell’insieme.

Per questa esperienza siamo partiti in cinque colleghi: Pepe Gasparini, nostro presidente e vulcanico ideatore del progetto; Giovanni Franceschini e Pietro Corsi, insegnanti rispettivamente di batteria e tromba, entrambi con grandi capacità empatiche e comunicative; Michele Gelmini, uno dei nostri giovani insegnanti e collaboratori, esperto di video, e la sottoscritta, ormai ‘veterana’ del progetto La Classe Creativa, solitamente dedita alla parte dei testi e delle esecuzioni vocali.

Il progetto che proponiamo da ormai qualche anno, illustrato e spiegato sul nostro sito (https://www.aloudverona.it/la-classe-creativa/) e realizzato con la preziosa collaborazione del nostro partner Rekordata (www.rekordata.it), prevede che un gruppo di persone non necessariamente musiciste realizzi in un tempo molto breve (circa una giornata) un brano musicale, spesso scrivendone anche il testo (solitamente un rap con un semplice ritornello melodico) usando prevalentemente iPad e l’applicazione Garage Band. Non si esclude l’aggiunta di strumenti tradizionali, se qualcuno sa suonare, ma l’accento è più sulla possibilità creativa offerta dalla tecnologia e sulle dinamiche di gruppo che si creano in un’attività di questo tipo.

Procediamo, però, con il racconto dell’esperienza genovese, nella quale eravamo chiamati a dare dimostrazione del progetto alle scuole tramite laboratori di un’ora ciascuno.

Giorno 1: viaggio e arrivo sotto una pioggia scrosciante, giovedì 5 aprile, per arrivare e trovare il nostro luogo di lavoro (una bolla di plastica, tipo grande igloo trasparente, in un bel giardino urbano) più o meno allagato e sprovvisto dell’impianto audio che avevamo richiesto. Ma nessun problema: abbiamo allestito la nostra strumentazione e preso in prestito un piccolo impianto dei ragazzi con cui condividevamo la bolla e alle 14:30 abbiamo iniziato ad accogliere le due classi che avevano prenotato per lavorare con noi.
C’è voluta una buona dose di improvvisazione – elemento che, a dirla tutta, nelle tre giornate non è mancato mai, dati i mille imprevisti e inciampi dell’organizzazione – ma siamo riusciti a far fare a tutti un’esperienza costruttiva, cercando di coinvolgere i ragazzi in un’attività che, appunto, non è solo creativa, ma anche relazionale.

Umidicci e infreddoliti, siamo andati a prendere possesso del nostro alloggio e, mentre stavamo beatamente davanti ad una tazza di tè, ci hanno telefonato per chiederci come mai non eravamo nel luogo dove, di lì a mezz’ora, avremmo dovuto esibirci in qualità di Orchestra Digitale. C’è stata qualche incomprensione con la data e, non avendo ricevuto nessuna comunicazione scritta, eravamo convinti di dover suonare il giorno successivo! Ci siamo fiondati in auto e siamo arrivati in tempo non solo per allestire la strumentazione sul palco, ma anche per assaggiare uno degli ottimi aperitivi offerti dal buffet inaugurale. E poi abbiamo suonato, concerto per voce e iPad, i 5 brani che avevamo preparato in un’unica prova durante una pausa pranzo a scuola nei giorni precedenti. Comunque un successone, dato che il pubblico ha cantato e ballato con noi!

Il giorno 2 ci ha accolto con un bellissimo cielo azzurro, che però ha significato un clima terribile all’interno della nostra bolla: caldo soffocante, umidità, sole in faccia e grande difficoltà a vedere sia gli schermi degli iPad sia quello del televisore dove dimostravamo il da farsi. Inoltre, i pur simpatici sgabelli di cartone forniti ai partecipanti si imbevevano dell’acqua che ancora inzuppava la moquette. Per fortuna, stavolta avevamo l’impianto audio e un microfono: molto più semplice farsi sentire dai ragazzi e spiegare loro come procedere, oltre che decisamente più serio e bello poter far ascoltare ciò che stavano suonando da casse più potenti di quelle del giorno prima.
In queste difficili condizioni, abbiamo gestito altri quattro laboratori, con ragazzi di età diverse (dalle elementari alle superiori), dividendo il tempo fra chi aveva prenotato e chi no, e selezionando il materiale musicale che potesse far divertire di più i ragazzi, in base alla loro età ed esperienza.

Il giorno 3, infine, meno assolato ma pur sempre caldo e umido nella bolla, abbiamo fatto altri due laboratori, fermandoci più del previsto per ‘tamponare’ l’assenza dei colleghi di bolla. L’ultimo workshop, con una scuola media milanese, è stato il più affollato ed entusiasmante: se di solito i ragazzi con cui abbiamo lavorato erano una quindicina, qui erano almeno il doppio, rendendo la spartizione dei tablet più complicata, ma arricchendo l’esecuzione con un bellissimo coro.

Ciò che abbiamo portato a casa da questi tre giorni nella bellissima Genova è la conferma di quanto La Classe Creativa, ormai al suo quinto anno di vita, sia flessibile, adattabile, rivolta a tutti e realizzabile in qualunque tipo di circostanza. Questo è un potere immenso per un progetto, perché significa che può davvero essere per tutti e portare benefici di diversa natura in diversi contesti, come questi anni ci hanno dimostrato.
Ma soprattutto abbiamo portato a casa tanti sorrisi, tanto entusiasmo e la dimostrazione di quanto fare musica insieme, a prescindere dal modo più o meno tradizionale o innovativo, sia un’attività che unisce le persone, stimolandone nel contempo la creatività e la voglia di imparare.

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